Il Pellet

Una panoramica introduttiva sul
cosa come e perchè

Il pellet trae origine dalla pressatura della segatura in cilindretti di varie dimensioni, che possono in genere variare dai ai 6 mm agli 8 mm circa. Essendo derivato dagli scarti della lavorazioni della legna, contiene lignina, componente naturale del legno, che possiede un potere legante tale da permettere di avere una compressione senza l'aggiunta di sostanze chimiche (si tratta di un componente relativamente secco che non deve superare un'umidità del 15%).


Data quindi la composizione naturale derivante da biomasse, è di fatto un combustibile efficiente a basso impatto ambientale e i suoi scarti, infatti, possono essere reimpiegati come fertilizzante.
Studi approfonditi dimostrano inoltre che la quantità di anidride carbonica emessa dalla combustione di pellet è la stessa che viene liberata in natura dalla decomposizione del legno, fattore che contribuisce allo nascita e crescita di vegetazione; pertanto il suo utilizzo come fonte di energia restituisce di fatto l'apporto di gas necessario utile alla crescita di nuovi alberi.

Per via delle sua caratteristiche intrinseche, esso è adatto ad alimentare le stufe moderne, incrementandone qualità e rendimento energetico, con il vantaggio ormai fondamentale di abbassare le emissioni dannose prodotte dal riscaldamento delle normali abitazioni.
Infatti, negli ultimi anni, con l'aumento dei costi delle tipologie di riscaldamento convenzionale quali metano e GPL, sempre più si sono diffuse stufe e caminetti alimentati a pellet, dalla più facile manutenzione e di certo più economici.

Vantaggi

Ma alla fine quali sono i famigerati
vantaggi dell'uso del pellet?

Il pellet presenta una serie di vantaggi anche rispetto alla comune legna da ardere. In primo luogo, elimina il problema degli spazi e del trasporto: non è più necessario possedere una legnaia dalla quale attingere al combustibile, ma sarà sufficiente una cantina o un ripostiglio adeguato.
Inoltre dalla sua combustione si ottengono regimi di efficienza certamente superiori a quelli del del legno, per via del suo basso contenuto d'acqua, che peraltro gli permette di non dover essere sottoposto a stagionatura per ottenere più potere calorifero; viene così messo da parte il problema dell'essiccazione.

E' tuttavia molto importante che, una volta acquistata, la partita di pellet venga conservata in luogo asciutto, onde non perderne le qualità calorifiche.
Vi è una grande quantità di tipologie di pellet, per via del tipo di biomassa di origine (essendo molti i tipi di legname da cui provengono gli scarti).
Un primo segno indicatore che segnala quale sia un buon pellet è il rapporto tra le calorie prodotte dalla combustione e la massa dello stesso (Kcal/Kg); questa caratteristica deve essere presente sulla confezione e opportunamente certificata.

In alternativa, esistono delle classificazioni più pratiche che certamente possono aiutare anche l'acquirente meno esperto come pure il neofita del settore. Alcune di esse si rifanno alle qualità organolettiche del cilindretto come la levigatezza e la compattezza maggiore, segnali di una più elevata qualità.
Altre, consistono nello sfruttamento di qualità fisiche come la tendenza ad affondare maggiormente in acqua; presi alcuni campioni di origine diversa, saranno infatti quelli più a fondo ad essere i migliori da utilizzare per la propria stufa.
Ad ogni modo, è ormai un chiaro segnale del mercato che la tendenza è quella di passare ad energie alternative per il riscaldamento della casa, e certamente il combustibile a pellet rappresenta una delle migliori fonti di energia.